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9000 Km di morbidezza

Più che legittima la domanda : gli Stati uniti si trovavano decisamente nella m…. alla vigilia delle elezioni di midterm del 6 novembre?

I contendenti repubblicani e democratici rispondevano con enfasi a partire dall’ agenda politica dei primi due anni di presidenza di Trump.

Poco da stare allegri con l’ attacco sistematico alle libertà costituzionali delle minoranze e la negazione dei principi basilari della cooperazione internazionale, sostenevano i democratici.

Rischio di impasse nell’agenda delle riforme economiche e nella tenace difesa dei diritti degli autentici americani, minacciati da immigrazione illegale e unfair competition della globalizzazione, era il mantra dei repubblicani.

Da qualsiasi parte le si vedesse , le tinte fosche , o meglio i miasmi nell’ambiente accreditavano che alla vigilia delle elezioni di midterm effettivamente gli USA fossero nella m…

Un driver  pachistano

La sera del 6 novembre era fredda, come ci si può aspettare nella grande mela, ma tendevo a  vedere la bottiglia mezza piena, non così tanto perciò da richiedere immediatamente di disfare la valigia per indossare il cappotto.

Il driver UBER di origine pachistana con cui conversavo nel viaggio tra JFK airport e Manhattan non esprimeva una opinione netta sugli imminenti risultati delle elezioni di midterm: “ Questo è il paese del business, e la cosa maggiormente importante è il lavoro. Il lavoro ci conferma la nostra dignità di   umani perchè ci fornisce i mezzi per sostenere la famiglia, anche se a fine mese i dollari guadagnati se ne sono andati per coprire tutte le spese.”

Come in una gigantesca centrifuga, riflettevo, in cui milioni di individui partecipano dell’onda, ma da cui alla fine se ne esce strizzati.

Se America fosse o meno nella m.. era quindi da vedere, ma per lo meno secondo la saggezza del mio driver pachistano, ci si vive con una certa igiene per il dinamismo del mercato: centrifuga docet.

Che valore attribuire ad una conversazione amena tra un baby boomer che ha appena trasvolato l’ atlantico ed un ex funzionario di ambasciata pachistano che trova congeniale esprimersi nell’ economia degli shared services alla Uber?

La singolarità del caso non potrebbe essere elevata a paradigma; ce lo dice il teorema dei grandi numeri.

Ho sempre sistematicamente inteso violare la granitica evidenza della statistica, pur avendo dato prova di ottimi fondamentali nel suo studio all’ università e di conseguenza tendo a costruire delle verità su degli scampoli di esperienze dirette.

Rifuggire quindi dal ruminare come lobo vitale i twitter dei bene informati, ossia coloro con milioni di follower, è quindi una conseguenza naturale e per questo me ne astengo.

Parafrasando, la numerosità avvicina la probabilità dell’evento, non garantendone tuttavia la veridicità.

Con questo credo sia chiaro perchè nel percorso verso l’albergo mi sia trattenuto da abbeverarmi alla fonte delle verità dei tweet del Presidente e delle previsioni di chicchessia sugli impatti degli imminenti risultati elettorali.

Canali televisivi di news e edizioni on line dei grandi quotidiani americani rimangono delle scelte obbligate per una serata di vigilia elettorale nella grande mela e , lo confesso, soddisfano personalmente quell’esigenza di rapporto con le notizie “mediato” e pur sempre stimolato da chi, come il sottoscritto, non voglia abdicare alla tirannia ascentifica dei social media.

Sulla scientificità dell’approccio vale la pena riflettere un secondo. Non si vuole con questo negare evidenza che nella formazione delle opinioni i social entrino pesantemente.

Le elezioni  nell’era dei social appaiono un  gigantesco gioco di di simulazione, il cui risultato è appunto il valore statistico di istanze veicolate in milioni di occorrenze dai social; per chi ne vuole una definizione semplificata e brutale è come dire che ciò di cui maggiormente si parla in rete, perchè frutto di una legge dei grandi numeri avvicina la probabilità che sia quanto stia avvenendo nel reale.

Le istanze della Rete rappresentano drammaticamente il reale nel caso ad esempio dello sparatore della sinagoga di Pittsburgh , caso singolare nel suo orrore; la  impronta social dell’ attentatore, disvelata dopo la terribile scia di sangue, corrobora l’ascientificità del social: ci porta a credere che qui negli States si siano costruendo squadre di suprematisti bianchi, pronti a colpire.

Canali televisivi di news e edizioni on line dei grandi quotidiani americani   quindi per una serata di attesa di eventi nella grande mela.

Il Mantra di Bill Gates

Se novemila chilometri separano Italia e gli Stati Uniti , e se questa cronachetta ambisce a porre il questito se gli USA fossero già , sono e saranno anche dopo le lezioni nella m…, quanti chilometri separano gli USA dalla Cina e precisamente da Shangai?

Più o meno altrettanti a considerare che il NY Times  che ho trovato all’ arrivo in albergo riportava la notizia che  Bill Gates avesse tenuto uno speech sui frutti di circa duecento milioni di investimenti della sua fondazione e, udite udite, su una rivoluzione nella concezione della Toilette, come strumento per avvicinare l’ umanità.

Il cruccio di Bill è che le politiche protezionistiche arrechino un danno fondamentale ai popoli; il mantra deve essere costruire con le specializzazioni di ciascun paese come nel caso del suo innovativo prodotto, una toilette a basso impatto ecologico con componenti made in China, Thailandia e USA.

Per il visionario che ha scritto la storia moderna portando un computer su ogni scrivania, la domanda che attende drammaticamente una risposta non è se se si sia o meno nella m…, ma a quali condizioni umanità possa garantire a tutti un’ evacuazione sostenibile .

Le politiche pubbliche vanno quindi immediatamente indirizzate verso una capillare e diffusa presenza di Toilette di nuova generazione, specialmente nei paesi in via di sviluppo, con il contributo essenziale della cooperazione internazionale.

Nemo profeta in patria, evidentemente, scontrandosi la sua campagna con i dazi imposti da Trump, alla luce della chiara parola d’ordine “ America First” ( per i non fluenti nella lingua si potrebbe tradurre “ ognuno si tenga la sua m…”)

Antesignani in questo, gli americani che con il CEPTIA ( Committee to End Pay Toiletes in America) degli anni ’70 decretarono la morte delle toiletes pubbliche a pagamento; decisamente il marchio di un paese sviluppato che non voleva discriminare nell’emergenza i cittadini ricchi e poveri , sulla disponibilità  immediata di una moneta da 25 cents per la bisogna.

Lo stellone italiaco

Con il passare delle ore i canali di news televisivi riportavano nella geografia interna degli States una conclusione similare: i democratici con la vittoria al congresso ed i repubblicani con la loro al Senato si sarebbero divisi le responsabilità in vista del prossimo biennio, ante elezione presidenziale.

Se ci si aspettava che le elezioni rispondessero ad un quesito ecco servita la risposta: gli Stati Uniti politicamente saranno nella m… per i prossimi due anni.

Niente di meglio della lettura dei quotidiani la mattina presto, quando la differenza di fuso la vuole avere vinta, ma una lunga esperienza di viaggiatore ha dimostrato senza ombra di dubbio che immergersi in una lettura sul mondo in cui si è approdati, riattivando la fisiologia del corpo e della mente, è l’antitodo.

Cappuccino , cornetto e quotidiano, quindi secondo gusti e preferenze; per il sottoscritto preferibilmente un giornale finanziario e un “cappuccino tall” da Starbucks.

Questa storia dei limiti agli ingressi degli stranieri un pò mi disturba e per la semplice ragione che se vogliamo farci un’ opinione sul nostro vissuto, inestimabile è il contributo di quanto si dice, si scrive e si percepisce arrivando in un paese straniero.

Negli ultimi mesi avevo ascoltato che c’è una perfetta sintonia tra Italia e USA e che il presidente Trump vede nel nostro paese un campione dei nuovi valori; non per questo frena nelle sue richieste di far crescere in primis l’ America.

Bei discorsi si dirà , ma un paese con le finanze disastrate come il nostro come potrà assolvere al suo compito storico in rapporto con il gigante Americano?

La risposta è  trovata mentre sorseggiavo il mio cappuccino:  nella pagina del WSJ del 7 di novembre, edizione con i risultati delle elezioni di midterm , ma che non tralascia di analizzare attraverso indiscutibili indicatori lo stato di salute dell’economia.

Quale che sia la posizione personale dei cittadini, ossia se il paese sia o non sia nella m…, gli indicatori degli investimenti in nuove fabbriche mostrano una decisa impennata negli ultimi due anni: tradotto, more jobs attraverso maggiore attività industriale.

Lo stellone italico si erge ad archetipo del potere di attrazione della politica americana: la foto che accompagna articolo mostra un impianto appena inaugurato di una multinazionale italiana.

Sì è certo, la creatività e la tecnologia italiane stanno concretamente aiutando gli States in questa immane missione.

L’impresa italiana cha ha investito 300 milioni per nuovi stabilimenti negli USA è la Sofidel, per intenderci la proprietaria del marchio di carta igienica Regina.

La nuova fabbrica  di Circleville - Ohio- realizzata con tecnologie italiane
La nuova fabbrica di Circleville – Ohio- realizzata con tecnologie italiane

Sarà anche una goccia nel mare, un mare di m… appunto,ma credetemi c’è un certo orgoglio nel pensare che la nostra tecnologia ed imprenditorialità si stiano dimostrando decisive per un compito immane: tirare gli States fuori dalla m…

 

 

 

Durante il viaggio di ritorno in Italia vorrò affacciarmi dal finestrino dell’ aeromobile: chissà che non riesca a vedere i 9000 chilometri di morbidezza srotolati tra le due sponde dell’ Atlantico.

Ne parlerò con chi vorrà ascoltare anche in Patria.

Non abbattiamoci , verremo fuori da questa crisi perchè, in fondo, le tecnologie di punta per il mare di m… in cui ci troviamo sono…. italiane.