Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

A grande beleza. O PIB da felicidade —- La grande bellezza. Il PIL della felicità

“Ho cercato la grande bellezza: non l’ho trovata..” Jap Gambardella, alias Paolo Sorrentino, fa i conti con la ricerca di una vita, e conclude che, alla soglia della maturità dei suoi sessantacinque anni, non può perdere tempo con cose che non gli va di fare.

Per Jap, esaurito un ragionevole tempo, la ricerca della grande bellezza si conclude con un pareggio calcistico, eliminando da quel momento le incombenze più fastidiose del vivere.

Come suggerendo, per intuizione, che la bellezza si possa sublimare nel piacere.

Alla soglia dei suoi ventisette anni, Wendell Lira ha tirato le somme ed, appese le “chuteras “ al chiodo, ha fatto tutti i lavori possibili nella lancheonete goiainese gestita insieme con la mamma Maria Edileuza; come alzarsi alle tre di mattina, comprare pane e pao de queijo, e fare anche le consegne a domicilio per i clienti esigenti.

A marzo del 2015  Wendell aveva segnato un gol che aveva dato la vittoria alla sua squadra per 2-1 ma, consapevole delle promesse del calcio, aveva concluso che un gol è come il profumo di un bocciolo di una rosa. Una bellezza che non può che essere effimera così come nella vasta fenomenologia del Calcio Brasiliano la superiorità della scuola calcistica brasiliana non si discute e, quasi sempre non si riesce a dimostrare.

Maria Luz gestisce una piccola lavanderia a Rio de Janeiro. Per distinguersi dalla concorrenza offre un servizio personalizzato, ritiro e riconsegna a domicilio. Alle 17 termina e impiega circa due ore di autobus per raggiungere il barrio periferico, distante una ventina di chilometri dalla fascia della orla dove vivono i clienti migliori.

Come d’abitudine, entrando in casa, va diretta a fare la doccia con chuveiro elettrico, e come altro centinaio di milioni di brasiliani, dedicandosi alla cura del corpo, contribuisce a innalzare i consumi elettrici al loro picco giornaliero.

Igiene e bellezza per il brasilano non si discutono, come non si discute la bolletta elettrica che è rincarata del cinquanta per cento nell’ultimo anno.

La bellezza è un mercato.

Servillo/ Gambardella/ Sorrentino hanno vinto nel mercato che hanno scelto. Il massimo riconoscimento cinematografico andato alla “Grande Bellezza” ha premiato la creazione e rimpolpato il bilancio della produzione.

La logica del genere, la produzione in sequel avrebbe dovuto garantire un ritorno a investimenti ulteriori sul filone, cosa che non sta accadendo.

La Bellezza si conferma effimera, dalle parti di Cinecittà.

Meno effimera è la costanza con cui la settima arte premia due prodotti quasi con certezza statistica: il porno e il cinema horror.Una conferma che, per essere eterna, la bellezza debba sublimarsi in un piacere; l’uno sempre meno trasgressivo, il sesso, l’altro l’horror, anch’esso in fondo appartenente alla medesima matrice, a dar ascolto a De Sade.

La bellezza del gesto sportivo di Wendell Lira ha stupito il mondo.

Il suo gol in acrobazia è stato eletto il migliore , battendo sua altezza Messi e il “parrocchiano “ Florenzi.

Ci perdonino gli amanti delle sfide parrocchiali , da oratorio, ma la corsa sfrenata di Florenzi con tanto di bacio alla nonna in tribuna all’ Olimpico a suggellare la gioia di un gol, lo colloca di fatto nella fenomenologia di “tutti a tirare calci appresso ad un pallone” piuttosto che nella genealogia dei campioni sportivi cresciuti per vincere.

Wendell, nell’evento di assegnazione del trofeo, è stato omaggiato dai grandi campioni; tutti gli hanno fatto gli auguri per la sua carriera.

Wendell si è paragonato a un Golia ed in questo ha dimostrato di cercare la misura di quanto stava accadendo.

Errando forse, perché’ David, sia esso Messi o Ronaldo, è ben saldo sulle gambe e pronto a deliziarci con altri gol di rara bellezza.

Wendell sa che non ha mercato, come il profumo di un bocciolo di rosa.

Maria Luz non leggerà forse la notizia giornalistica: il trasporto con autobus non è sinonimo di sala di lettura.

In un’economia in ritirata e PIL che scende a picco, per la prima volta da vent’anni il mercato dei prodotti di bellezza è sceso, laddove in Brasile è sempre cresciuto per lo meno un dieci per cento all’anno.

Maria Luz è ben curata, ma senza esagerazioni.

Non è questione di rossetti o creme o tinture, che sono prodotti in loco e non risentono del valore del dollaro.

Pare, così dicono i bene informati, che sia colpa della bolletta elettrica.

Cosa sta a fare la gente sotto la doccia? Sicuramente non a fare riflessioni, ma a sfregare corpo e capelli con prodotti idonei.

La bandiera rossa tariffaria fa si che il tempo trascorso sotto la doccia sia sempre più breve: meno tempo, meno consumo elettrico.

A un popolo si puo’ togliere tutto, ma non la dignità o i sogni.

La grande bellezza del Brasile non è nel predominio del gesto calcistico, come Brasile – Germania 1 a 7 ha inciso nella memoria collettiva, ma nello scrosciare dell’ acqua nelle case dalle diciotto della sera.

IL vero indicatore del PIL della felicità.