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Mandolino e chitarrine.

Justicia trabalhista

Otavio Alvaro Calvet è giudice  incaricato dell’udienza nel Tribunal Regional do Trabalho. Con tono fermo detta alla sua assistente i passaggi del verbale, che le parti in giudizio vedono scorrere in tempo reale sullo schermo di un computer.

La causa del lavoro è arrivata ad essere giudicata  dopo circa un anno;  le parti si adoperano con la regia degli avvocati a far risaltare le manchevolezze del datore del lavoro e le pretese economiche,  ingiustificate, del dipendente.

Otavio Alvaro Calvet dimostra meno dei suoi quarant’anni ed è a suo agio con un tono morbido ad evidenziare le catastrofi che si annunciano per ciascuna delle parti che dovesse essere giudicata colpevole.

Meglio stringere sulle rispettive pretese e chiudere con un patteggiamento.

Come amministratore dell’impresa chiamata in giudizio, apponendo la firma sul concordato intendo chiudere una vicenda che racchiude due codicilli avvelenati: BACENJUD e FGTS.

BACENJUD collega la Banca centrale ai rappresentanti accreditati del Sistema Giudiziario.

A giudizio insindacabile di  Otavio Alvaro Calvet , con la pressione di un tasto del computer, i fondi depositati sui conti correnti dell’impresa e  dei suoi amministratori, e quindi del sottoscritto,  verrebbero congelati, a tutela dei diritti della parte lesa.

La contribuzione a carico delle imprese alimenta il fondo di garanzia dei lavoratori o FGTS.

Il riconoscimento di violazioni, o maggiori valori non corrisposti al Fondo, farebbero scattare un’ammenda del 40 %, cha andrebbe a rimpinguare le casse dello Stato.

L’etica negli affari è stimolata in Brasile da due convincenti strumenti di pressione: l’esproprio e l’ammenda.

Mandolino e chitarrine: o choro.   http://youtu.be/6B7qPzXlwTE

Direttamente dalle atmosfere urbane  contemporanee del Bar do Quinto,  o choro approda  alle luci del palco del Teatro Jobim do Jardim Botanico.

Signori e signore bene della Zona Sul di Rio sono accorsi per immergersi nell’ autentica tradizione musicale popolare, in grande spolvero  per il virtuosismo del mandolino e delle chitarrine, sui movimenti di questa forma strumentistica nata nei primi decenni del 900.

Ogni pezzo esalta l’abilità di Joel Nascimento e del gruppo Aqua e Moringa, l’interpretazione coinvolgente dà la carica e trasmette uno slancio di sensualità ad  un pubblico maturo e malinconico.

In questa sesta feira, la programmazione musicale a Rio offre molte alternative, segno che la committenza per le arti è in grande auge.

L’introduzione allo spettacolo di Choro è fatta di ringraziamenti rituali, alle grandi imprese brasiliane, benemerite della diffusione della cultura popolare. Tra oriundi delle arti accomodati nel buio della sala, sono forse il solo a sobbalzare sulla poltrona ad  udire la  menzione particolare al contributo venuto dalla Sete Brasil.

Godere dell’arte di Joel  Nascimento nel Teatro Jobim è possibile grazie alla munificenza del suo presidente, Pedro Barusco, che negli stessi momenti si trova nelle mani della Polícia Federal (PF).

Pedina chiave dell’Operação Lava Jato, Pedro ha svelato al giudice quanto fosse stato munifico con se stesso, oltre che con le arti.

Sono un centinaio i milioni di dollari che Pedro ha promesso di restituire  al Giudice del caso, Sergio Moro. Fondi nascosti in un conto estero, frutto del ruolo dell’impresa Sete all’interno di un gigantesco meccanismo di corruzione, che scuote il Brasile in questo scorcio di  anno 2014.

L’ umanesimo al tempo del Presal

Pochi manifesti “politici” appaiono illuminanti come    “Por uma nova arquitetura de investimento cultural
” dell’ allora ministro, Il cantautore  Gilberto Moreira Gil

Il  processo di formazione della societa’  brasiliana ha come elemento centrale la commistione costante di nuovi valori, riferimenti, sentimenti, segni e razze e come risulatato la molteplicita’di espressioni artistiche elevate e popolari allo stesso tempo.

Fiumi  di parole sono state scritte sul tema.

Dove Gilberto Gil aggiunge un’ índicazione decisiva e’  nel definire una missione , nel tracciare un percorso per il futuro in cui il sapere, che e’ la base di un progresso che e’ ancora lontano da essere appannaggio universale, passa attraverso  la commistione di interessi, identificando una relazione sincretica tra un sapere  simbolico/ artistico e un sapere fattivo/produttivo.

Per il poeta, ministro, cantore  Gil  la cultura e’ un attivo sociale ed economico allo stesso tempo , in una dimensione di costante trasformazione che rivitalizza il paese tra innovazione e tradizione.

Al tempo delle prime affermazioni del modello Lulista / Petista , la cultura flirta con la visione economica, gli investimenti , per contribuire a fondare una egemonia, che marchi la societa’ brasiliana   e ne segni un punto di non ritorno, indipendentemente dalle fortune politiche dei suoi ispiratori.

 Demais grande para falir

Operação Lava Jato e’ la cartina di tornasole del percorso di costruzione di un’egemonia che abbracci la molteplicita’ di interessi, consolidi la base interclassista e si proponga come piattaforma non scalzabile con cui fare i conti.

I rappresentanti della classe politica, le formazioni sindacali paladine della difesa dei livelli occupazionali e delle politiche sociali, il regime previdenziale, la classe imprenditoriale e il variegato mondo artistico sono indissolubilmente collegati, attori consapevoli o opportunistici, nello schema di riciclaggio, appunto Operação Lava Jato, di una colossale fortuna che ha al centro il potere corruttore della recente scoperta del petrolio in Brasile.

La cronaca giornalistica e’ scarna e puo’ servire a orientare il lettore meno esperto nel comprendere i reali contorni della vicenda.

La scoperta dei giacimenti presal, ossia la perforazione  petrolifera off shore in acque profonde, colloca da un decennio il Brasile tra i futuri dominatori del mercato.

L’industria nazionale con Petrobras pone le basi del ritorno di investimenti massicci, in un regime di quasi monopolio.

Le indicazioni politiche di investimento, sono espressione del piu’ puro modello di crescita di una razza padrona, che alimenta la nascita di interi nuovi settori industriali cosi’ come la generazione di nuove opportunita’ di occupazione.

E l’ occupazione e’ la parola chiave per un paese che ancora un decennio fa  collocava la meta’ della popolazione al disotto del livello di sussistenza.

Alla committenza pubblica Petrobras si alimentano empreiteiras private che spuntano contratti miliardari,su cui sono pagate tangenti stellari, grazie anche ad una legislazione che impedisce la concorrenza di imprese internazionali.

Nuove iniziative imprenditoriali, come nel caso della Sete Brasil, vedono concorrere capitali pubblici, con il banco di investimento BNDES  e empreiteiras private, cui si aggiungono i gestori dei fondi pensione dei lavoratori grazie al FGTS, allettati da un ritorno quasi certo per il basso costo del capitale.

La contrapposizione tra corrotti e corruttori, che e’ la chiave di lettura di osservatori distratti e della stampa internazionale che segue Operação Lava Jato alla  ricerca  di improbabili scoop, vorrebbe riportare indietro le lancette della storia ed assegnare al gigante Brasile un ruolo che non gli compete, di deriva secondo un modello del secolo XX.

Egemonia e protagonismo non consentono al Brasile  di lasciare la scena internazionale per lavare i panni sporchi in famiglia, pur nel rispetto delle prerogative del potere giudiziario.

Il richiamo della Presidente Dilma a mettere in campo tutte le iniziative per impedire che il paese si paralizzi, i contratti non vengano onorati e il tasso di impiego subisca un alt repentino, avra’ successo?

Mandolino e chitarrine

In un paese che spicca per la sua diversita’ e le sue contraddizioni, vasto ed in buona misura inesplorato, il 60 % dei municipi ha un  programma  di manifestazioni culturali, che abbracciano la sete di cultura delle aristocrazie della citade meravigliosa, come dei camponeses nordestini.

La vasta congerie di artisti, musicisti, cineasti e poeti trova spazio in eventi e manifestazioni, finanziate generosamente dalle amministrazioni locali, grazie agli investimenti detassati di  imprese come la Sete Brasil.

La cultura e’ l’anello di saldatura del modello egemonico inclusivo del Brasile, ormai pienamente maturo.

Il modello ha le ore contate?

Nell aule di giustizia, capitale e lavoro continueranno a confrontarsi, sollecitati da possibili espropri ed ammende, per raggiungere un’ equa soluzione ai conflitti.

Altra storia rispetto agli importanti presidenti di Empreiteiras  che, coinvolti in  Operação Lava Jato e  soggetti al blocco dei fondi depositati sui conti correnti, si sono visti sequestrare 4.5 reais, poco meno di due euro.

Nei bar carioca, mandolino e chitarrine non dovranno attendere una risposta.

Mandolino e chitarrine continueranno ad essere “tocati”,  in un rinnovato choro sincopato che,  se non fosse arte strumentale muta, aspirerebbe a raccontare la storia di un paese in cui “ morre-se mais de indignação do que de fome  . “

Un Brasile che non c’ é.