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Big Data? Big Love!

Il Genio e l’amore

Non cerchiamo conferme al genio mozartiano; ne’ al genio ribelle di Francois Truffaut.

La creazione artistica dei due geni, su registri diversi  come l’opera ed il cinema, ci interessa per l’esaltazione del concetto di illimitatezza dell’esperienza amorosa,  e per la lettura dissacratoria della figura del seduttore, impegnato in una reiterazione che dura  la vita intera.

Il Don Giovanni  di Mozart passa la vita a sedurre le  donne.

Un’ attivita’ dissennata, registrata dal suo servitore  Leporello : Questo libro e’ tutto pieno di sue belle. In Italia seicento e quaranta;  In Almagna duecento e trentuna;  Cento in Francia, in Turchia novantuna; ma in Ispagna son già mille e tre.  (Mozart -  Don Giovanni  Atto I)

Duecento anni separano la bulimia amorosa di Don Giovanni dalla metodica applicazione nell’arte della seduzione di Bertrand Morand, ingegnere di Montpellier e alter  ego di  Francois Truffaut, e la sua fulminante affermazione che  "non si può fare l'amore dal mattino alla sera, e proprio per questo è stato inventato il lavoro" ( F. Truffaut “Uomo che amava le donne”  Les film du Carrosse-Les productions Artistes Associès 1977).

La scena finale del film è il  funerale di Bertrand. Truffaut rovescia la logica della seduzione come attributo mascolino e dà voce al punto di vista femminile.  Non esiste un solo Bertrand, ed ogni donna che egli ha sedotto  ha una precisa interpretazione della propria storia d’amore.

Morand /Truffaut confessa il limite del seduttore, di essere semplicemente “innamorato dell' idea dell’amore “. Truffaut riconosce a ciascuna donna una distintivita’ marcata, mettendo in bocca a Bertrand un laconico  “ciascuna ha qualcosa che le altre non hanno “.

Circa quattro decenni separano il disarmante esercizio amoroso di Bertrand  Morand dalla metodicita’ di Chris McKinlay, matematico, che  ha sbancato  il sito di dating OKCupid, raggiungendo l’invidiabile risultato di ricevere piu’ di quattrocento messaggi al giorno sul proprio profilo, con proposte di incontro.

McKinlay ha superato le barriere della riservatezza dei dati immagazzinati da OKCupid, segmentando il “mercato” femminile, per chattare con la classe delle candidate maggiormente orientate ad apprezzare il profilo “addomesticato” di Chris.

La storia guadagna costantemente popolarità in Rete e Chris è additato come un genio.

Il meglio del pensiero occidentale riconosce che non esiste possibilità di mitigare l’imprevedibilità in amore. E’ una sfida che non ha vincitori; per dirla con Pascal, il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce.

McKinlay ha fatto un lavoro sulle intenzioni e presunzioni di interesse amoroso che sono  annidate nel “cuore” di un sito di dating; per dirla con McKinlay,  “Love is Data Field”  (Wired – January 2014)

Ha scommesso sulla possibilità di vincere un jack pot al gioco semplice di  pescare un’anima gemella attraverso un  algoritmo di matching. Ha via via  violato  i segreti algoritmici con la propria abilità matematica   ed  alla fine ha portato a casa il massimo di risultato: uscire dall’anonimato. 

La Rete è il luogo in cui si esprime la genialità di McKinlay; non è la magica piazza dove si raccolgono e ricompongono i frammenti di un discorso amoroso, un luogo di studio, d’esperienza.

La narrativa dell’amore nei siti sociali rimane a livello di un metadiscorso; la dialettica amorosa è svilita ed intermediata da algoritmi di matching.  Su tale arido terreno s’inscrive il mito , la figura del genio, alla McKinlay, che   seduce  i navigatori della Rete,  ma non insegna l’arte della seduzione.

La Rete genera benessere sociale?

La mente matematica di McKinlay osserva come inizialmente la propria iscrizione al sito di OkCupid non generi nessun interesse: Mc Kinlay è fuori mercato. La quantità offerta dal mercato per il suo prezzo è zero. Non riesce ad avere nessuna proposta d’incontro per il proprio profilo generico.

Dating è un modello di equilibrio tra curva della domanda e curva dell’ offerta.

McKinlay agisce sulle due equazioni, creando surplus o benessere sociale, che dir si voglia.

Sull’equazione dell’offerta, l’universo delle partecipanti al servizio OK Cupid dell’area di Los Angeles, non trova conveniente entrare nel mercato; il profilo di McKinlay è percepito come troppo generico, e quindi il prezzo è troppo basso per fare un’offerta.

McKinlay seleziona i target, come dire individua i segmenti che valutano gli attributi addomesticati del suo profilo come prezzi interessanti per fare l’offerta. McKinlay ha generato il surplus del produttore.

Sul versante della domanda, Mckinlay addomestica il proprio profilo e intercetta una quantità di offerta, i segmenti femminili target, a prezzi marginali convenienti. McKinlay  ha generato il surplus del consumatore

La Rete come luogo  deputato alla creazione del benessere sociale, applicato ad ogni esperienza ?

 E’ quanto s’immagina ad esempio per  il publishing   (The idea that publishing is a sort of dating platform. – Luca De Biase http://blog.debiase.com/2013/03/publishing-is-a-sort-of-dating-platform/),

I lettori acquisiscono il potere in funzione del tempo che impegnano nella lettura, l’attenzione che prestano al contenuto e la valutazione sulla bontà del contenuto.

Gli editori nel mondo analogico controllano il copyright, attraverso gli accordi con gli autori, e hanno una leva potentissima sull’offerta

Nella Rete, vigendo un modello di curva della domanda e dell’offerta, il surplus verrrebbe generato dall’edizione dei contenuti per un’audience focalizzata, ottimizzando la disponibilità  limitata di tempo dei lettori stessi.

Ciò che non siamo in grado di giudicare è come migliorerà la produzione letteraria.

L’invenzione del concetto moderno di romanzo con Honorè de Balzac, non fu esente da passi falsi, riscritture, che ne avrebbero potuto intaccare la fiducia nell’alto compito da assolvere.

Il surplus del modello della Rete non avrebbe avrebbe reso Honorè migliore perché, egli  sosteneva, “ogni uomo, sin dalla nascita, possiede una sorta di energia interiore che va utilizzata per compiere grandi azioni”. L’avrebbe forse reso meno vulnerabile ai creditori, impedendogli di compiere sciocchezze, come indebitarsi con la chimera di lucrare sul doppio ruolo di autore  ed editore.

Non avrebbe reso Honorè coerente, ricorda
ndo la ricerca costante dell’attenzione delle dame dell’alta società, certamente in contrasto con le sue affermazioni che l’atto d’amore “… fosse  una emissione di pura sostanza cerebrale e una specie di dispendio, di perdita di una creazione” In seguito ad un incontro galante e  sfortunato, che gli aveva fatto dimenticare le sue teorie, aveva concluso amaramente “Stamattina ho buttato via un libro” (Journal. Memorie di vita letteraria – Edmond  e Jules de Goncourt)

 Nel commercio elettronico in Rete di contenuti digitali e di prodotti fisici, il surplus ha già beneficiato gli attori del mercato.

Tra il momento d’acquisto e la disponibilità fisica del prodotto c’è l’efficienza della logistica, ed i suoi costi.

Method and system for anticipatory package shipping (United States Patent 8615473) protegge l’idea che la spedizione possa avvenire prima di conoscere l’indirizzo dell’acquirente.

Un modello matematico estrapola, dalle informazioni sullo storico delle consegne, degli indicatori per dirigere lo stato di transito dei prodotti, ancora senza un’acquirente.

Duemila anni dopo la formulazione di Erone, il percorso minimo tra due punti non è più una retta, ma una funzione matematica estrapolata da una sterminata base di dati.

Love è data set, benessere sociale è data set.

 

Per un’ecologia della Rete

 Big data è una nuova frontiera.

Aziende, consumatori, cittadini generano terabyte di dati, che attendono di essere analizzati e valutati alla ricerca di significati.

La grancassa mediatica eleva big data a livello di fattore di produzione, accanto  al capitale umano, per guidare un futuro di crescita e d’innovazione nelle moderne economie della Rete.

I processi decisionali non saranno più gli stessi: analizzando data set, si potranno prendere decisioni con processi automatizzati.

E’ quanto previsto nel progetto di Ricerca ScreenSys, che avevo avviato all’epoca del mio interesse professionale in una PMI, in collaborazione con  Centri di ricerca e Università del Lazio.

ScreenSys ha messo a punto un sistema integrato CAD per campagne di screening mammografico basate su tecniche di pattern recognition del carcinoma mammario (24th International Symposium on Computer-Based Medical Systems (CBMS) 2011 Bristol, United Kingdom )

La base scientifica è nota. La presenza nella radiografia di microcalcificazioni è un’indicatore di un potenziale cancro della mammella, come risulta dai riscontri del 30- 50 % delle diagnosi.

La messa a punto di un sistema automatizzato consentirebbe di effettuare campagne di screening mammografico di massa, dove il collo di bottiglia è la limitatezza dei professionisti medici in grado di valutare la massa di dati, o di esprimere in casi dubbi una seconda opinione per la refertazione.

Screensys è un connubio tra big data e capitale umano, orientato all’utilità sociale, ed in quanto tale condivisibile universalmente.

 A parte forse il Reverendo Bayes, la cui opinione scientifica è in molti casi derimente.

Thomas Bayes (1702–1761), ha formulato Il teorema di Bayes conosciuto anche come formula di Bayes o teorema della probabilità delle cause.

 Esso ci dice ad esempio la probabilità che una certa persona soffra della malattia per cui ha eseguito il test diagnostico (nel caso in cui questo sia risultato negativo) o viceversa non sia affetta da tale malattia (nel caso in cui il test sia risultato positivo), conoscendo la frequenza con cui si presenta la malattia e la percentuale di efficacia del test diagnostico.

Big data e gli algoritmi di pattern recognition in Screensys si scontrano con la granitica e solida realtà della probabilità delle cause.

Lungi dal risolvere la questione dello screening di massa, l’individuazione di casi sospetti  con Screensys eleva marginalmente l’efficacia diagnostica, liberando il tempo del medico per una seconda opinione mirata. Ci inchiniamo al reverendo Bayes.

 La probabilità delle cause è affascinante e totalizzante.

Potremmo chiederci, ad esempio, se l’esistenza di religioni con un tasso di natalità più elevato rispetto ad altre abbia un’influenza sulla crescita demografica mondiale.

Bayes avrebbe una risposta, nell’elegante forma di  un’equazione.

 Hans Rosling si è posto la stessa domanda e nel suo intervento a TEDxSummit a Doha, in Qatar, ha intrattenuto l’uditorio con  dovizia di dati e ammalianti rappresentazioni grafiche, in un repertorio di Visualization Technique da sottile esegeta di Big Data.

 (http://www.ted.com/talks/hans_rosling_religions_and_babies.html )

Con il suo stile inconfondibile e l'acume delle sue analisi, Hans arriva a una conclusione  “sorprendente” sui tassi di fertilità del mondo.

La crescita della  popolazione mondiale e’ destinata a scontrarsi con limiti, e l’ influenza dei  costumi sessuali e riproduttivi, sostenuti dai diversi credo religiosi, non ne muta la conclusione.

Tutto perfetto per la comunicazione moderna.

Tutto perfettamente inutile, in quanto la soluzione ai quesiti posti affonda nelle intuizioni di amanti della bella matematica dei secoli passati .

Gia nell'ottocento c'erano tutti gli elementi,  grazie a Malthus e alla sua logistica, per derivare la conclusione che la popolazione ha un asintoto, cioè non cresce all'infinito.

E quanto al reverendo Bayes, da circa duecentocinquant’anni, il suo contributo postumo non fa scalpore, ma al contrario getta acqua sul fuoco delle diatribe sterili, come nel caso del’influenza delle religioni sulla crescita mondiale della popolazione.

 I segni dell’inquinamento culturale generato dalla retorica del Big Data sono molteplici.

A volte si sfiora il ridicolo dell’attribuzione della patente di genio; in altri casi siamo costretti a valutare i paradossi dello shipment aleatorio, oppure  sorprenderci per la somministrazione di visuals (Tag cloud, Clustergram, ecc) al posto di una sana impostazione matematica o statistica di un problema.

L’ecologia della Rete ha bisogno di qualità, significatività, verificabilità, relazioni accurate, ricerca orientata a principi di originalità.

Le dimensioni dell’ecologia della Rete sono storicamente determinate: la privacy, sicurezza, proprietà intellettuale e responsabilità.

Big Data è una straordinaria scommessa, con molte insidie: per questo l’ecologia della Rete ha bisogno di rimarcare ulteriori  dimensioni, come la significatività.

Big Data , Big Love? A ciascuno la propria scelta.

Tra chi si sente  portato a
lla ricerca della  minuzia  nell’autobiografia  di un vero seduttore  (Histoire de ma vie - Storia della mia vita di  Giacomo Casanova ) e chi si immerge nella narrazione  filmica di Truffaut, confessiamo di appartenere ai secondi.