Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Il Marziano

Il Marziano

L’appuntamento con Franco Cava è al bar “Terzetto “ in Piazza General Osorio. In questo locale di Ipanema servono ottimi stuzzichini italiani e brasiliani. Optiamo per due caipirinha classiche, come suggerisce Franco.

Franco Cava è il mio terminale per decodificare il Brasile che amo. Franco Cava è un’artista ed in questo senso “vede” oltre le apparenze ed il conformismo; la sua musica è un ponte tra due continenti. Nel suo ultimo disco Sambacord, amo particolarmante Mediterralia, che abbraccia la sua esperienza diretta del Brasile, paese in cui è nato, e dell’Italia, di cui conserva le radici familiari, e che rinnova sulla sua lunghezza d’onda artistica. La sonorità di Franco è rotonda, un samba mediterraneo molto godibile.

La sfida di un sabato rovente, con temperature ancora prossime ai trentasette gradi alle sette del pomeriggio, è sicuramente vinta, grazie alla fantasia, alla genuina familiarità di Franco e, non ultimo, grazie al rinnovato prodigio di una caipirinha fatta a regola d’arte. Il discorso scorre fluido, punteggiato di affermazioni su ciò che il Brasile è sempre stato, su ciò che sta diventando e sull’anima italiana che vi si confronta.

Decido di partire dalla mia prima impressione , ricevuta quasi vent’anni fa, e dalla sorpresa di luoghi come Brasilia. “Grande creazione di Oscar Niemeyer, che l’ha fatta vivere – dice Franco. “Il grande architetto, scomparso da un paio di giorni, amava il “Terzetto”, piccolo ristorante della porta accanto, in cui gustava ogni sera un piatto di spaghetti, con la meticolisità di un centenario”. Con Franco decidiamo che le atmosfere del ristorante dovranno aspettare. “Meglio il Bar Lamas di Botafogo- con le sue semplici preparazioni carioca, ed una picanha da far resuscitare uno che si è perso in un deserto”.

Il taxi che ci conduce a Flamengo è il luogo dove inizia una schermaglia dialettica tra me e Franco su Oscar Niemeyer, icona nazionale ed internazionale . “Per me è stato come essere atterrato su Marte. Brasilia ha un’urbanistica aliena, con tutti gli edifici pubblici e politici concentrati in un’area, con tutti gli alberghi in un’altra, ed in mezzo brulle distese di terra rossa. Una sensazione da togliere il respiro, come immagino succederebbe se affrontassimo l’atmosfera marziana senza precauzioni”- affermo di getto, con convinzione.

Franco Cava mi fornisce la lettura puntuale, facendo una distinzione tra valore architettonico e sostanza urbanistica. “Il valore architettonico è tutto nell’intuizione di Oscar- prosegue deciso Franco. La realtà urbana di Brasilia è più contraddittoria, se è vero che un luogo del tutto inospitale a cinquant’anni dalla sua fondazione è trasformato in un’ecosistema sostenibile, come dimostra l’incremento del tasso di umidità dal 15 % al 80%, dovuto alla creazione di laghi ed alle opera di forestazione. La Cattedrale di Brasilia a forma di iperboloide, è piantata come una forma aliena nel luogo della creazione del centro di un nuovo mondo. E’ curioso che il centro molto terreno del nuovo Brasile, fosse stato immaginato in sogno, nelle sue coordinate geografiche da Don Bosco. Il suo cantiere – mi spiega Franco Cava,- ha avuto lo stesso respiro delle creazioni rinascimentali, con il concorso di artisti di tutte le discipline” La creazione artistica come bottega e il suo risultato come nuovo modo di aggregazione, questo è il senso. “Un tempio è anche il Sambodromo, creazione di Niemeyer; uno spazio per sottolineare, al ritmo delle percussioni, quella festa solidale che è il carnevale carioca”- dice Franco sempre più infervorato.

“Corretto”- penso di ritorno, in una notte carioca che lascia sulla pelle una sensualità umida – “tuttavia rimane da approfondire il valore ultimo di un’estetica dalla doppia chiave, come mi è apparsa l’opera di Niemeyer. Solo un’approfondimento mi aiuterà a comprendere , forse, quell’edonismo estraniato, che ho provato di fronte alla Cattedrale ed al Palazzo do Planalto”.

Il linguaggio marziano

Decido di documentarmi e comprendo che stiamo parlando di quanto il trecento ed il quattrocento italiano hanno sedimentato nel mondo, con la nozione di creazione artistica e della doppia lettura dell’opera d’arte, edonistica e didascalica ad un tempo.

La decodifica di un vero marziano come Oscar Niemeyer parte da qui, dalle parole dell’artista. “Nao è o angulo rete que me atria, nem a linha reta, dura , inflexìvel, criada pelo homen. O que me atria è a curva livre e sensual, a curva que encontro nas montanhas do meu paìs, no curso sinuoso dos deus rio, nas ondas do mar, no corpo da mulher preferida” – Oscar Niemeyer

L’architetto ha osservato la creazione divina, esplosiva nel territorio e nell’anima del Brasile, e, scoperta la sensualità flessuosa e primordiale, ha trasposto questo valore universale del bello in manufatti di cemento.

Niemeyer è sicuramente un marziano, per i suoi super poteri di visione e sintesi.

Quanto alla dimensione didascalica, mi viene in aiuto un pezzo illuminante di Nuno Ramos.

Niemeyer se la batte con Drummond come personalità brasiliana del ventesimo secolo che ha conquistato una posterità, sostiene Nuno Ramos. “Se quase tudo em Niemeyer retrona, quer retornar, em formas curvas ou elipticas, sempre fechadas sobre si mesma ou querendo expandir-se atè formar un circuito, è preciso lembrar que tudo em nosso melhor modernism tem movimento semelhante. Do narrador defunto machadiano, que nao sabe se conta a propria vida desde o fim ou desde o comeco, num movimento contìnuo que une nascimento e morte, ao loop eterno de Joao Gilberto cantando “Aquas de marco” de Tom Jobim, hà un circuito de Moebius inconsitente na obra de arte moderna brasileira, que ganha com os predios de Niemeyer seu momento mais feliz e explicito… Por isso sue espaco parece tantas vezes metafisico, no sentido mais direto e explicito do termo- aquele ue vem dos quadros de De Chirico, caracterizados por certa desproporcao entre acontecimento e lugar.”

Niemeyer fluttua in una maniera gassosa, ed è per questo che la sua materia è lieve- sostiene Nuno Ramos.

Sberleffi marziani

Nel suo fluttuare, in un percorso più che centenario , a Niemeyer non è mai stato richiesto altro che l’autenticità della sua personale creazione artistica.

Niemeyer ha vissuto da comunista ed ha sostenuto di aver sposato l’arte per spingere le forze progressive della società verso il riscatto degli uomini.

Guadagnatasi la posterità, Oscar Niemeyer si stacca da tutti gli intellettuali ed artisti del ventesimo secolo che, avendo offerto la loro personale chiave di lettura del nesso tra la propria vision dell’ arte, il materialismo storico e l’arte sovietica, hanno dovuto piegarsi alle regole del mercato.

Il percorso più breve tra due punti è una retta, confermava l’estetica sovietica. Niemeyer l’aborriva, preferendo la linea leggera e sensuale, l’ in ed out di Moebius. E questo dà da pensare sull’anima autenticamente comunista di Oscar.

Per questo forse Niemeyer mi appare come un marziano: il tempo su Marte scorre più lentamente e non ha ancora consegnato il giudizio finale sull’esperienza comunista? La via al progresso di Cina e Brasile, sotto la guida delle forze progressiste, sono forse il risultato di impatti di meteoriti provenienti dal pianeta rosso, in viaggio dal ventesimo secolo?

Niemeyer è un ateo, che ha incrociato la religiosità in forma accidentale, a volte , ed in forma progettuale e creativa in altre.

Alla prima categoria appartiene certamente il necrologio con cui la vedova Vera Lucia G. Niemeyer invita amici ed estimatori del caro estinto nel settimo dalla scomparsa nella chiesa di Nossa Senhora da Paz, in Ipanema.

Nella mia Roma papalina, il marziano Kunt, immaginato da Ennio Faliano , si lascerà sedurre dalla millenaria indolenza. Nella Roma eterna la conversione alla fede di “mangiapreti” sul letto di morte non fa quasi più notizia. Alle latitudini carioca gli scherzi da prete sono all’ordine del giorno e, come ha sperimentato l’anima di Oscar nella veglia organizzata dalla vedova, sono scherzi familiari.

Le forze progressiste non disdegnano il flirt con il mercato, ed il mercato a sua volta approfitta di ogni occasone.

Patrimovel prontos , Imobiliaria numero 1 do Rio, secondo l’ auto definizione, ha publicato una pagina promozionale, in cui presenta tre opportunità dal valore inestimabile: Praca dos Tres Poderes, Santo Cristo, e Boa Viagem.

L’annuncio sottolinea che “os imoveis mas bonitos nem sempre estao a venda”, riferendosi ai tre progetti di Niemeyer, e dichiarando la pagina pubblicitaria un’omaggio di Patrimovel al responsabile del capitolo più geniale dell’architettura brasiliana.

Il Cristo Redentore, che stende le sue braccia sulla città meravigliosa, per una volta sarà d’accordo con l’ateo più famoso del Brasile che, nel dare a Cesare quel che è di Cesare c’è un limite?

L’arte è leggerezza e, sinora, l’unico che ha reso lieve il cemento è il marziano/marxiano Oscar Niemeyer.

C’è poco da scherzare.