Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Off Site

Off Site “Dove sei? Ontologia del telefonino” era stato pubblicato da pochi mesi. Avevo invitato a prendere parte ad un evento aziendale l’autore , Maurizio Ferraris , pensando ad un suo coinvolgimento secondo uno schema preciso, senza tuttavia rivelarlo all’interessato. Ho sempre ritenuto che gli incontri aziendali con lo scopo di creare lo spirito di squadra – Off site come si dice Down Under – fossero un’autentica tortura, se non guidati da un’idea e sviluppati intorno ad solido approccio, una sorta di sceneggiatura. La mia interpretazione di Off Site ruotava intorno al concetto di “eccitazione”, attraverso una miscela di piaceri , distillati durante la giornata; il piacere dell’occhio, il piacere della mente, il piacere del palato. Il piacere dell’occhio, proponendo alla squadra il percorso di una mostra, per immeggersi nel mondo della creazione artistica . Il piacere della mente, a tema, con la contaminazione di un alieno delle logiche di busines , a proporre una lettura trasgressiva del contesto in cui si muove l’azienda Il piacere del palato, attraverso l’esplorazione di un particolare aspetto dell’eccellenza italica, ad esempio nella produzione artigianale di birra o nella selezione delle acque minerali da associare a raffinati menu’. Maurizio Ferraris nel dicembre 2005 e’ stato al gioco della contaminazione intellettuale nel mio Off Site TIM, attraverso un solido e strutturato bagaglio di evidenze a supporto del’intuizione , debitore in questo a Derrida, che il telefonino non è una semplice estensione del telefono, non è uno strumento legato esclusivamente alla dimensione orale. Ferraris in Off Site si sottoponeva al fuoco incrociato della squadra TIM, in un confronto aperto intorno alla tesi che il telefonino sia essenzialmente una macchina da scrivere, non solo negli sms, nella rubrica, agenda e brevi appunti oltre ad internet e email, ma in proiezione, verosimilmente un pilastro del futuro, fatto di carte di credito, tessere sanitarie e patenti. E nel gioco delle parti Ferraris ne e’ uscito contaminato, apprendendo come il valore legale del divozio annunciato per SMS fosse stato sancito ufficialmente da un tribunale islamico negli Emirati Arabi. Il 29 novembre u.s. sul Corriere della Sera, “La mia battagia per il Memotel” di C. Magris richiamava alla mente l’ontologia del telefonino, portando acqua al mulino della tesi che l’ essenza della comunicazione e’ la registrazione. Magris si fa interprete delvago senso di vuoto che si e’ instaurato al momento della “scomparsa” del servizio , “….un annuncio registrato il quale, in mia assenza, invita la persona che chiama a mandare un fax a un certo numero. Nel mio piccolo, questo piccolo servizio è utile, anzi necessario alla mia attività; mi permette di ricevere messaggi talora urgenti, mi aiuta insomma a svolgere il mio lavoro..” La levata di scudi dell’intellettuale militante, l’invettiva di cui lo scritto di Magris trasuda, appare giustificata dalla mutilazione che ne sofffre l’essere. Mi piacerebbe che la contaminazione cui si e’ prestato Ferraris , raggiungesse Magris e ne alleviasse la pena, con l’offerta di un off site “virtuale” Down Under. Sono sempre stato sensibile al tema dell’intellettuale militante, e mi piacerebbe pensare che un Off site Down Under penso possa “contaminare “ Magris e, forse se l’ambizione non e’ troppo elevata, alleviarne la pena. I miti della Scrittura Il piacere della mente, nell’Off site wirtuale Down Under, potrebbe vertere sul superamento di due miti della scrittura. Il primo è la presunta subordinazione alla dimensione orale, quasi lo scritto fosse uno scadimento del parlato: falso innanzitutto perché in molti casi la scrittura è preferibile all’orale ( paradossale come nel caso del divorzio via SMS) e soprattutto perché per molti aspetti lo scritto è fenomeno originario e autonomo. Il secondo mito da superare riguarda la comunicazione: la scrittura non serve tanto alla comunicazione tra persone, funzione indubbiamente utile ed evidente, ma non fondamentale. Uno scritto essenzialmente serve a registrare. E di converso la contaminazione per Magris potrebbe prendere la forma di un’iscrizione personale del tipo seguente. “Mister Vanini(?), it’s Zinc(?) and Sons Tailors. I’m afraid I’m gonna need one of those shirts I made you or the other sample shirt you bought in because of the couple of things I forgot to take off it. And I gotta need the sample shirt back again. Thank you.” 101 Voice2Text Si tratterebbe di muoversi sulla stessa lunghezza d’onda del grido di dolore di Magris, potendo affermare che “… e’ necessario.. mi permette di ricevere messaggi urgenti..” L’umorismo involontario dell’iscrizione, relativa ad un servizio di sartoria, credo aggiunga pathos, in quanto Voice2Text “ e’ un piccolo servizio… aiuta a vivere..” Voice2Text e’ la trasformazione di un messaggio vocale in un messaggio di testo, inviato tramite SMS ed e’ l’ultima fatica delmio lavoro Down Under. Una fatica ripagata dall’incontro di un giovane imprenditore Daniel Doulton, che pur dichiarando di dedicare le sue energie nell’ordine al sailing, skiing, gliding, paragliding, diving and tennis, ha trovato il tempo di fondare SpinVox , l’azienda che fornisce il cuore tecnologico del servizio Voice2Text . L’azienda e’ basata in UK ed ha raccolto 50 milioni di sterline di finanziamenti. Che Daniel aspirasse a confrontarsi con questioni ontologiche fu chiaro quando in Spagna nel 2003 la sua amica Cristina gli rivolse la semplice domanda: “ perche’ non posso leggere i messaggi della casella vocale ?” Detto fatto e creata l’azienda. Una lezione per tutti, ed un messaggio per Magris: eleviamo il tono ed innoviamo. Nei miei anni in Telecom ho fatto parte del consisglio di Amministrazione di Loquendo, azienda con un portafoglio impressionante di tecnologie vocali (http://www.loquendo.com/it/ ) : non ricordo altrettanto appetito del sistema finanziario a supportare la penetrazione dei mercati internazionali, come nel caso Spinvox. Magris sostiene che “… È già preoccupante che pure in un regime di mercato un individuo possa venire indirettamente leso nella sua libertà di scegliere e influenzato inconsciamente nelle sue preferenze da messaggi sofisticati e subliminali ..” Nella fattispecie il messaggio non e’ affatto subliminale. Al centro dell’innovazione c’e’ una seria competizione che abbia al centro gli interessi convergenti dei consumatori, delle aziende che vogliono innovare e delmondo finanziario. Globish Un’innovazione che si nutra del contesto, come Down Under, dove si sta facendo un passaggio ulteriore per comprendere GLOBISH ( GLOBal englISH ).( Dal Financial Times del 9 novembre “ Whose Langages? Non native speakers give twist to the world pre-eminent tongle” ) Finalmente una buona notizia! Con il mio Globish a giorni nel mio prossimo Offsite Down Under il compito sara’ facilitato perche’ i miei interlocutori di madre lingua sapranno di essere una minoranza… L’invito e’ aperto agli intellettuali militanti: di unirsi virtualmente Down Under. Rimane un un cruccio. L’iimposibilita’ di ospitare, perche’ non piu’ tra noi, Giorgio Manganelli. Rileggendo il pezzo pubblicato il 31 marzo del 1990 sul “Messaggero” ed intitolato “ Con il telefono in tasca”, sull’imminente lancio del telefonino in Italia, viene da chiedersi quando avremo l’opportunita’ di sentire da un fine letterato cantare le gesta del Bel Paese all’avanguardia.